domenica 20 aprile 2008

Monte delle Beatitudini

Questa mattina e' Biste il ritardatario e non manchiamo di farglielo notare. Ci dirigiamo con il pullmann verso il lago di Tiberiade. La giornata e' splendida e mi sembra quasi come quando d'estate prendiamo la macchina e andiamo a trovare i nostri amici Genio e Anni sul Garda. Beato chi ci abita, sul lago. Ah! Quando andro’ in pensione, vorrei tanto stabilirmi anch'io in una casa al lago...

Entriamo nel sito dove sorge la Chiesa delle Beatitudini, gestita da alcune suore dall'aria piuttosto severa. Ci sistemiamo in cerchio sotto un gazebo, che sembra fatto su misura per noi. Tutto intorno, alberi secolari ed un giardino molto ben curato. Davanti a noi, la chiesa e scorci incantevoli sul lago di Tiberiade. Fa un certo effetto pensare che questo e' il luogo in cui Gesu' si e' manifestato ai discepoli, compiendo vari miracoli, tra cui quello di camminare sulle acque. Sotto questi alberi, Gesu' pronuncio' il famoso discorso della montagna, ammaestrando la gente su come bisogna vivere per essere beati. Certamente, uno dei passi piu' belli e affascinanti di tutto il nuovo testamento. Il commento di Dirce al Vangelo e' che le parole pronunciate da Gesu' risuonano come vere, perche' sono scritte nei nostri cuori. Vivendo ne riconosciamo il valore.

Eppure (come e' naturale che sia) non tutto e' chiaro a tutti. Luca esprime un dubbio a proposito della frase
beati pauperes spiritu quoniam ipsorum est regnum coelorum

beati i poveri in spirito, perche' di essi e' il regno dei cieli. Poveri in spirito... Cosa avra’ voluto significare, Gesu', con queste parole? Ma il Don risponde che non a tutte le domande si puo' dare una risposta immediata e certa. La spiegazione va ricercata nella meditazione della parola. E' solo cosi' che ciascuno di noi puo' trovare il giusto significato.

Una prima risposta, se cosi' possiamo intenderla, per me arriva nel momento stesso in cui cerco di entrare e visitare la chiesa. La madre che sorveglia l'ingresso mi fa segno che gli shorts che indosso sono troppo corti e mi chiede di coprire le ginocchia con un velo. Dal Signore si va in purezza, spogliati dalle malizie e dalle vanita'. Poveri in spirito, insomma. Mi viene in mente, quel passo in cui Gesu' ammonisce i suoi, dicendo: lasciate che i bambini vengano a me. I bambini, sono un altro buon esempio di poveri in spirito.

L'incanto dura poco. Anche qui si odono troppi rumori e qualche schiamazzo. Difficile cogliere appieno la beatitudine che questo posto dovrebbe ispirare...

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